lunedì 25 febbraio 2013

Spina con Timer e multipresa con prese rotanti



La spina con timer giornaliero può essere fondamentale in numerose circostanze. La presa, infatti, permettendo l’accensione delle luci anche in assenza di persone in casa, può dare l’impressione che comunque la casa sia abitata. Durante le festività, poi, la spina regolabile con timer giornaliero vi offre la sicurezza che le luci esterne si accendano da sole e sempre all’ora prestabilita, senza il vostro intervento. Ma anche in azienda questo prodotto può essere vincente: attraverso la timerizzazione, infatti, si possono accendere piccoli elettrodomestici prima che cominci l’attività così da permettere un giusto pre-riscaldamento.

Presa con timer giornaliero ha un programma estendibile sulle 24 ore e dotato di 96 orari di accensione/spegnimento al giorno. La spina è a 16 Ampere – 230v ed ha una speciale protezione che la rende sicura anche per i bambini. Il timer è intuitivo nell’utilizzo grazie alla sua ghiera in plastica progettata in modo semplice ma vantaggioso. Dal momento che le sue dimensioni sono ridotte, la spina si può collocare ovunque, anche se è buona pratica quella di evitare spazi troppo ristretti e il contatto con mobili o materiale infiammabile: non è richiesta particolare manutenzione.
La spina con timer giornaliero, ovviamente occupa una presa e uno spazio maggiore rispetto ad una spina normale. Se avete problemi di spazio, vi consigliamo la multipresa elettrica con prese rotanti Click Around, un’idea veramente nuova e utilissima. Questa multipresa, infatti, è dotata di alveoli rotanti che vi permettono di mettere più dispositivi in una sola volta anche se questi hanno dimensioni ingombranti.

lunedì 18 febbraio 2013

Norme di sicurezza e smaltimento dello stucco


Lo stucco è un materiale a base di gesso o cemento. La sua composizione può essere variabile e quindi di solito parlando di stucco si fa riferimento più a una categoria di materiali che ad un prodotto determinato. Oltre al materiale di base, allo stucco possono essere aggiunti anche fibre di vetro oppure additivi acrilici e questo determina un ulteriore cambio di caratteristiche.




Lo stucco può essere nocivo per la salute. La sua inalazione, infatti, può provocare tosse, nausea oppure mal di testa. Per la pelle invece, può portare a secchezza o a rossori su superfici più o meno ampie. Questo è valido anche per gli occhi. L’ingestione accidentale può portare a mal di gola, vomito oppure forti mal di stomaco. Se le conseguenze dell’inalazione sono facilmente curabili tramite l’esposizione all’aria fresca (anche per il contatto con pelle e occhi è sufficiente, rispettivamente, lo sciacquo con acqua e sapone o solo con l’acqua – sul mercato ci sono anche comode salviette monouso con emollienti naturali che preservano la pelle dall’aggressione degli elementi contenuti nello stucco), l’ingestione richiede un primo sciacquo della bocca con acqua e il trasporto immediato ad un controllo medico per accertare la buona salute dell’operatore.

Come sempre ricordiamo, comunque, anche per l’utilizzo dello stucco è bene munirsi delle dotazioni comuni di protezione come mascherina, guanti e occhiali. Per lo stoccaggio dello stucco l’ideale è un locale fresco e areato e il posizionamento lontano da fiamme vive, scintille e temperature elevate. Ovviamente il fumo di sigaretta o altro è vietato. Lo stucco non deve mai essere disperso nell’ambiente. Se questo è catalizzato, e quindi inerte, lo smaltimento va nei rifiuti speciali. Se lo stucco però è catalizzato allora dovrà essere smaltito nei rifiuti tossici e nocivi. L’incenerimento può essere fatto solo da aziende munite di autorizzazione.

Dal momento che lo stucco è presente sul mercato con caratteristiche molto diverse (c’è lo stucco per il metallo, per la vetroresina, per il marmo e la ceramica), ponendo un po’ di attenzione potrete trovare proprio quello specifico per la riparazione del vostro materiale. Ci sono inoltre case produttrici come la Sintolit che offrono prodotti privi di solventi altamente nocivi come il benzolo, il toluolo e lo xilolo (questi sono addirittura considerati cancerogeni).

venerdì 8 febbraio 2013

Prodotti per la pulizia delle mani in officina e in trasferta


Lavorare in officina, in giardino oppure in fabbrica spesso ci porta ad over attuare una pulizia profonda delle mani. I prodotti che sono in commercio, però, spesso sono troppo abrasivi e, soprattutto nel lungo termine, possono portare anche ad irritazioni della pelle. I guanti però spesso non si possono usare se i lavori richiedono la sensibilità delle dita oppure l’impossibilità di indossarli.

Da oggi però c’è una nuova pasta lavamani liquida messa in commercio da Henkel: questa, al fine di evitare prodotti troppo abrasivi o comunque di sicura aggressione per la pelle, contiene granuli di pomice che, tramite abrasione meccanica, possono rimuovere lo sporco. Sempre per la massima protezione, questa pasta liquida contiene estratti naturali derivati dalla scorza degli agrumi che hanno un potere idratante e di prevenzione contro le irritazioni. Ideale per sporco, grasso e olio, la crema ha ottime proprietà solventi e bassa tossicità. Il prodotto è biodegradabile.


Ma se sono fuori sede, come posso detergermi la mano da grasso e olio? Per questo vi rimandiamo ad un prodotto della FisherItalia: pensate… salviette lavamani portatili in comode confezioni da 70 salviette. L’uso è professionale. Il materiale utilizzato è il tessuto non tessuto che da un lato è morbido e dall’altro è utilizzabile come abrasivo. I fazzoletti sono imbevuti con una soluzione emolliente che ha principi attivi naturali così da non esercitare eccessive aggressioni sulla pelle delle mani.

Le salviette sono adatte alla rimozione di silicone, macchie di olio, catrame, grasso, vernici, inchiostri, colle ed eliminano anche l’odore di benzina e di gasolio

lunedì 4 febbraio 2013

Quando e come cambiare il condensatore della lavatrice


Quando il cestino della lavatrice gira con fatica oppure ci rendiamo conto, vedendo che la biancheria sotto è bagnata e sopra del tutto asciutta, che non gira per nulla, allora forse è tempo di cambiare il condensatore (e sottolineiamo ‘forse’ perché a volte questi ‘sintomi’ sono dovuti al motore o al timer: inoltre, non tutte le lavatrici hanno il condensatore!).

Per sostituire il condensatore dovete prima capire dove questo si trova. A volte è messo alla base, a volte a metà altezza oppure in cima alla lavatrice, dipende dal modello. La sua geometria è abbastanza inconfondibile perché si presenta come un cilindro bianco o metallico, ed è grande come una pila torcia.

Il condensatore, alla base, è fissato al supporto con un corpo filettato di un bullone inserito in un dado. Per toglierlo, basterà una chiaveinglese di giusta grandezza. Una volta liberato dalla base, dovete fare attenzione ai fili che si trovano sulla testa del condensatore. Questi possono essere due (1 contatto per ogni polo) o quattro (2 contatti per ogni polo). Una volta scollegati, potrete togliere il condensatore e vedere la sua capacità (questa è espressa con un numero seguito da µF).



Quando avrete acquistato il nuovo condensatore potrete rifare il percorso contrario: collegate i fili, fissate il dado e riallacciate la lavatrice al sistema elettrico. Se la lavatrice funziona bene rimontate i lati della lavatrice che eventualmente avrete tolto. Se invece scatta il salvavita controllate il collegamento dei fili. Lo stesso dovrete fare se, dopo il collegamento della lavatrice con l’elettricità, il motore non parte ed emette un ronzio.