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martedì 4 settembre 2012

COME LEGGERE I CARTELLI DI CANTIERE PIU' UTILIZZATI

La sicurezza in cantiere è stabilita con una precisa segnaletica che divide i vari pericoli e i vari divieti con cartelli che riportano le stesse modalità a seconda del messaggio da comunicare.

I segnali di divieto, ad esempio, sono destinati ad evitare un comportamento che potrebbe risultare un pericolo per se stessi e per gli altri e sono tutti su sfondo bianco con un cerchio rosso barrato entro il quale si può intuire l’azione vietata: il famoso ‘vietato fumare’ (quello più conosciuto) ha una sigaretta, ma per i cantieri dove ci sono anche movimentazioni meccaniche ci sono anche il carrello elevatore per il divieto ai carrelli di movimentazione oppure quello di accesso ai pedoni.

Diversi dai segnali di divieto sono i segnali di avvertimento che trasmettono ulteriori informazioni sulla natura del pericolo. Anche questi hanno sfondo bianco ma all’interno c’è un cerchio con sfondo blu sul quale appare l’indicazione con una figura bianca: la scarpa indica l’obbligo di calzature di sicurezza, il guanto l’obbligo di guanti di protezione, l’uomo con l’imbrago la protezione individuale obbligatoria contro le cadute. Interessante è il punto esclamativo che segnala obbligo generico: questo spesso è accompagnato da un cartello supplementare.

Il triangolo giallo su sfondo bianco indica i segnali di prescrizione ovvero quelli che obbligano ad indossare un D.P.I  (dispositivo di protezione) e a tenere un comportamento di sicurezza. Questi forse sono i segnali più difficili da interpretare per chi non è del mestiere: l’uomo che cade da un gradino significa caduta con dislivello, la calamita il campo magnetico intenso, l’antenna trasmittente le radiazioni non ionizzanti oppure i campi magnetici. La presenza di raggi laser e di sostanze corrosive è ancora più particolare nell’iconografia. Quadrati verdi su quadrato bianco sono i segnali di salvataggio che danno indicazioni per eventuali operazioni di salvataggio. Frecce disposte in varie direzioni, indicazioni di uscite di emergenza, pronto soccorso: tra questi, c’è anche la doccia di sicurezza. Per finire, sempre di quest’ultima famiglia, ci sono i segnali per le attrezzature antincendio che indicano la posizione delle varie attrezzature utili durante la presenza di fuoco. Dovendo servire a tutti, questi sono molto intuitivi: il telefono, la scala, l’estintore… sono quadrati rossi su quadrato bianco.

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lunedì 23 luglio 2012

CALZATURE DI SICUREZZA: LE NORME


Per le calzature di sicurezza ci sono precise norme che regolano sia i materiali con i quali devono essere realizzati che le forme e le protezioni.

La norma generale è la EN 344: se però il vostro lavoro si svolge in un ambito specifico ed è soggetto a determinati rischi, allora le norme da prendere in considerazione sono EN 345, EN 346 e EN 347 sulla sicurezza (queste si possono facilmente reperire anche su internet).

La norma che comunque è strettamente dedicata alle calzature di sicurezza è la EN 356. Qui troviamo la definizione di scarpe S (Safety= sicurezza) ovvero calzature di sicurezza di base (a volte sono marcate anche con la lettera B = SB che sta per sicurezza di base). I requisiti riguardano l’altezza minima della tomaia, la tipologia di puntale per proteggere contro gli urti con livello di energia pari a 200 Jules, l’indicazione sul materiale della tomaia che deve essere o in pelle ‘crosta’ oppure in materiali simili. La scarpa deve avere una fodera anteriore, il sottopiede e suola in diversi materiali e, per alcune attività, può essere anche liscia. La tomaia della calzatura di sicurezza secondo la norma EN 345 può essere anche aperta.

Nelle calzature di sicurezza SB, noterete che nella descrizione appaiono anche le sigle S1, S2 ed S3: questi si riferiscono all’antistaticità, all’assorbimento di energia del tacco, all’impermeabilità della tomaia e alla fodera posteriore della tomaia che deve essere in pelle fiore. Per la suola è richiesto l’antiscivolo, i tasselli e lamine antiforo. Per le calzature protettive, se andate alla norma EN 346 troverete la definizione esatta mentre per le calzature chiamate ‘calzature da lavoro’ o ‘professionali’ il numero è EN347.

Le calzature professionali prevedono l’assenza del puntale di protezione contro urti e schiacciamento e la marcatura ‘O’ (Occupational) al posto di S o P. Nell’acquisto delle vostre calzature antinfortunistiche rivolgetevi sempre ad un esperto che saprà consigliarvi sul prodotto giusto da utilizzare: la sicurezza in cantiere e sul lavoro è importante e deve essere curata in tutti i minimi dettagli.